Il Teatro Rendano di Cosenza ha ospitato la prima edizone del "Gran Galà dello Sport - Premio Nike”

organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Giornalisti d’Azione in collaborazione col CONI Calabria per valorizzare gli atleti e le squadre che hanno fatto registrare i migliori risultati sportivi a livello nazionale e internazionale. Alla serata di gala ha preso parte fra le tante personalità intervenute, il Presidente Nazionale del CONI, Luciano Buonfiglio. Per la Fedrerazione Italiana Nuoto Calabrese, premiati il tuffatore dell'AQA Cosenza e del Centro Sportivo Esercito, Giovanni Tocci; i nuotatori Daniel Lico, Salvatore Ussia, Gianluca Pittelli della Kairos Nuoto Lamezia. Premiata anche la nuotatrice Noemi Canino sempre della Kairos Nuoto Lamezia ma appartenente alla Federazione Sport Sordi Italia, . Un evento che è scivolato piacevolmente via tra premiazioni, interventi e spettacolo, riscuotendo un notevole successo. Presente alla iniziativa il Presidente della Federazione Italiana Nuoto Calabrese. "Il Gran Gala dello Sport – ha commentato Alfredo Porcaro - è momento di restituzione alla comunità della conoscenza di quanti atleti calabresi salgono sui podi nazionali e internazionali, questo significa misurare la salute delle società, tecnici, famiglie. Ogni medaglia vale doppio perché oltre al talento certifica la capacità di superare divari strutturali che ancora ci separano dai parametri medi nazionali. Per questo il nodo impiantistico è la condizione abilitante di tutto e servono spazi moderni, accessibili ed efficienti. Una mappatura seria degli impianti con priorità chiare, interventi di riqualificazione ed efficientamento energetico, modelli di gestione trasparenti e condivisi, poli di prossimità nei centri minori e collegamenti che li rendano raggiungibili. Alla politica chiediamo il passaggio dalla celebrazione al metodo, obiettivi misurabili, finanziamenti vincolati , monitoraggio pubblico, investimenti sulla formazione di istruttori, dirigenti e volontari, perché senza competenze gli impianti restano muri. La serata è stata meravigliosa perché ha mostrato ciò che siamo, una terra capace di eccellenza, comunità e futuro, ma il suo messaggio più profondo, trasformare l’emozione in progetto, l’applauso in infrastruttura, la narrazione in politiche efficaci. Agli atleti, ai tecnici e alle società va la nostra gratitudine per aver fatto alzare il Tricolore e risuonare l’Inno. Ora tocca a noi, come sistema, perché quel talento non resti eccezione ma diventi normalità".