Il presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli, alla vigilia dei campionati assoluti di nuoto a Riccione, che vedranno impegnati dal 31 marzo al 3 aprile 563 atleti di 147 società, mantiene alta l'attenzione sulla gravità del momento storico in cui versa lo sport italiano e sull'importanza delle società sportive che garantiscono al Paese l'attività motoria e sui dovuti ristori.

"Se non vengono messi a disposizione un paio di miliardi di euro per tenere in vita le societa' sportive che gestiscono gli impianti e per curare le ferite delle chiusure saranno veramente guai. Servono risorse per permettere alle societa' di pagare gli affitti, tenere in manutenzione le strutture come le piscine e pagare gli oneri come l'energia elettrica". Lo ha dichiarato il presidente della Federazione Italiana nuoto Paolo Barelli, intervenuto a "La politica nel pallone" su Rai Gr Parlamento. "Valentina Vezzali non c'entra nulla, e' chiaro - ha proseguito il numero uno della FIN - Il problema e' che lo sport, l'attivita' motoria, e' garantita nel Paese esclusivamente dalle 70mila e oltre societa'. Lo sport non si fa nella scuola, i comuni non hanno fondi per politiche a favore dell'attivita' motoria, le societa' hanno dovuto chiudere l'attivita' da oltre un anno perdendo due stagioni di attivita' e non hanno piu' i soldi per poter pagare i costi di questa chiusura. Se si interrompe questo volano favoloso garantito dalle societa', che operano in sostituzione dello Stato che non c'e' mai stato nell'ambito della promozione, lo sport italiano si ferma. Non sono arrivati ristori e questa e' la conseguenza".